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Ancora una volta, per la mia più grande soddisfazione, l’annuale appuntamento con l’Hobbiton, giunto alla sua quindicesima edizione, si svolge a Bassano del Grappa (VI), ovvero a pochi chilometri da casa mia. Le date di quest’anno sono state il 5, 6 e 7 settembre, come di consueto dal venerdì pomeriggio alla domenica sera.

Questo il programma:

Venerdì 5 settembre

16.00: Saluto della Autorità – Saluto del Presidente della Società Tolkeniana Italiana

Inaugurazione delle mostre

17.00: Conferenza di René Van Rossenberg, “Tolkien’s Exceptional Visit to Holland in

1958” (L’insolita visita di Tolkien in Olanda nel 1958)

17.45: Conferenza di Dario Giansanti, “Kalévala, poema della magia e della parola creatrice”

20.30 Inis Fail in concerto

 

Sabato 6 settembre

10.00: Conferenza di David Murray, “L’umorismo in Tolkien: Farmer Giles of Ham”

10.45: Conferenza di Vito Fascina, “Paganesimo e scelta religiosa nell’opera tolkeniana: una questione definitivamente chiusa, ma sempre aperta”

11.30: Conferenza di Mathias Daval, “Tolkien: une approche gnostique” (Tolkien: un approccio gnostico)

12.15: Conferenza di Marco Barsacchi, “Dagli elfi ai silfi: le trasformazioni del piccolo Popolo”

15.00: Conferenza di Carlos Francisco Màrquez Linares, “Light and Darkness in The Lord of the Rings: A Lexical Approach” (Luce e tenebre ne Il Signore degli Anelli: un Approccio lessicale)

15.45: Conferenza di Iakovos Vlioras, “Tolkien and Universality” (Tolkien e l’universalità)

16.30: Conferenza di Antonia Romagnoli, “La segreta alchimia del fantasy italiano”

17.30: Ang Band in concerto

18.30: Gan Ainm Irish Dancers: stage di danze irlandesi e celtiche

21.00: Beànda Blackie Lynch in concerto, con animazione curata da Gan Ainm Irish Dancers

 

Domenica 7 settembre

10.30: Presentazione dei libri “La casa dei sette gatti” di Paolo Paron e “Il regno nascosto” di Gabriele Marconi

11.30: Conversazione con Carlo Maria Bajetta “Lettera da Narnia: raccontare altri mondi”

12.30: Premiazioni del Premio “Silmaril Immagine” e della Caccia al Tesoro”

18.00: Myrddin in concerto

 

Nei tre giorni della manifestazione, presso Palazzo Agostinelli, sarà possibile visitare la mostra artistica personale di Maria Distefano e la collettiva degli autori del Calendario

S.T.I. 2009.

 

Nel Parco Ragazzi del ’99:

Stand librari con tantissimi libri tolkeniani e non

Stand gastronomici e di artigianato

Intermezzi musicali con Frina

Caccia al tesoro a cura del Gruppo Kelvar e dell’Associazione Memento Mori Live

Campo armati: duelli, dimostrazioni e lezioni di scherma storica con il gruppo Vis Ferri

Scene di combattimento con la Compagnia de’ Viaggiatori in Arme

Lezioni di lingua elfica a cura di Gianluca Comastri

Lezioni di arpa celtica a cura di Alessandra Trentin e della sua allieva Roberta Zanella

Stage di danze celtiche con il gruppo Gan Ainm Irish Dancers

 

Laboratori per bambini e ragazzi:

Laboratori artistici e di erboristeria “Il giardino di Sam” a cura dei Conti Manbianca Zampanera e di Letizia Bolognesi

Laboratori di giochi di ruolo a cura della Compagnia de’ Viaggiatori in Arme

Laboratori di educazione ambientale “Passeggiate con gli Elfi” a cura di Giuseppe Festa

 

Subito due delle conferenze del sabato mattina attirano la mia attenzione: la prima, di Vito Fascina, “Paganesimo e scelta religiosa nell’opera tolkeniana: una questione definitivamente chiusa, ma sempre aperta”, e la seconda, tenuta da Mathias Daval, “Tolkien: une approche gnostique” (Tolkien: un approccio gnostico), entrambi argomenti per me molto interessanti. Coinvolgo un amico che so del pari interessato a tali cose, Nicola della Teuta Gallica di Bassano; detto fatto, ci diamo appuntamento per le 10.30 in Piazza Ragazzi del ’99, da dove potremo agevolmente raggiungere la Biblioteca Civica dove si svolgono le suddette conferenze.

Parto dunque per tempo, già abbigliata nel mio bel costume tolkeniano verde e debitamente ingioiellata, alla volta di Bassano, che raggiungo senza intoppi; ma è giorno di mercato e fatico un po’ a trovar parcheggio, così poi mi devo precipitare di corsa al parco dove si tiene l’Hobbiton. Qui subito mi imbatto in un inquietante Nazgûl che però riconosco subito: è un membro del gruppo veronese dei Rohirrim, miei amici ormai di lunga data, che spesso mi coinvolgono nelle loro attività, come la presentazione de “I Figli di Hùrin”, l’ultimo libro di Tolkien pubblicato a cura del figlio Christopher, avvenuta lo scorso ottobre in quel di Verona. Con lo Spettro dell’Anello ci sono altri due Rohirrim, una coppia di futuri sposi, nel senso che si sposeranno il sabato seguente, il 13. Quel che ancora non sanno è che invece si sposeranno quello stesso pomeriggio: sì, perché i Rohirrim, volendo far loro un regalo insolito e di decisa ispirazione tolkeniana, hanno organizzato a loro insaputa un vero e proprio matrimonio elfico, ottenendo il benestare della STI e coinvolgendo Gianluca Comastri del prestigioso gruppo Eldalië nel “complotto” in qualità di celebrante. Il gentilissimo e disponibile Gianluca ha poi convocato la sottoscritta per assisterlo nella cerimonia, dove saremo rispettivamente il padrino dello sposo e la madrina della sposa, in sostituzione dei genitori, per cui io stessa sono complice della simpatica congiura.

Le conferenze sono molto interessanti; il prof. Fascina intavola molti argomenti stimolanti, peccato che nel suo entusiasmo sia un pochino dispersivo e pertanto alquanto inconcludente, ma poiché mi ricorda irresistibilmente la mia insegnante di storia e letteratura alle scuole medie, una signora dolce dall’aria svampita ma dalla cultura impressionante, non posso fare a meno di trovarlo molto simpatico. Il suo collega dr. Daval, invece, molto preciso ed organizzato, legge il suo intervento in francese, perfettamente tradotto da una bella ragazza bruna, ma ciò nonostante si capisce bene che l’argomento lo entusiasma davvero, e che la sua non è una relazione fredda e puramente didattica, ma il frutto di una ricerca appassionata.

Alle conferenze hanno assistito anche i tre Rohirrim che ho precedentemente incontrato, il Nazgûl ed i fidanzati; quando usciamo dalla Biblioteca Civica, mezzogiorno è passato da un pezzo. Il meteo è splendido, fa molto caldo, così decidiamo di mangiare un boccone in piazza, sotto un gazebo dove giunge qualche fresco refolo d’aria. Poi torniamo al parco, dove troviamo l’Hobbiton oramai in pieno svolgimento. C’è molta gente che si aggira tra i banchetti del ricco mercatino, e tanti figuranti in costume… compreso un Ent, che ogni volta che si gira frusta qualcuno con le sue frasche! Ma i malcapitati ridono e si complimentano per l’originalità del suo costume.

Il nostro Nazgûl si sta letteralmente squagliando nel suo nero costume, tanto da decidere di andare a cambiarsi; in quella sopraggiunge il Re degli Stregoni in persona, avanzando con il passo deciso che ci si può aspettare ma nel contempo stranamente aggraziato. Il nostro Spettro dell’Anello corre subito a rendergli omaggio, ricevendone in cambio un saluto altrettanto solenne. Ci complimentiamo per il costume, e scopriamo che si tratta di una fanciulla, che più tardi avrò l’occasione di vedere senza maschera constatando trattarsi di una giovane donna davvero graziosa: ecco spiegata la leggiadria del suo incedere.

Mentre aspettiamo che il nostro Nazgûl torni dal suo cambio costume, andiamo a bere qualcosa di fresco assieme ad altri amici che frattanto abbiamo incontrato; seduti sotto il tendone a sorseggiare i nostri beveraggi, lo sposo ci confida quanto lui e la fidanzata avrebbero desiderato poter organizzare un matrimonio elfico nell’ambito di Hobbiton, e quanto dispiace loro non esserci riusciti. Devo mordermi la lingua, poi le dita e le mani fino ai gomiti, per sopprimere l’ilarità, sapendo quello che abbiamo tramato alle loro spalle…

Frattanto finalmente arriva anche il resto dei Rohirrim, e pure l’ex Nazgûl, ora un assai prestante Cavaliere di Rohan. I tempi ormai sono maturi: vado in cerca di Gianluca Comastri per assicurarmi che sia libero, in modo da procedere col fidanzamento, a cui più tardi seguirà il matrimonio. Lo trovo al chiosco di Eldalië; ci salutiamo calorosamente, come si usa tra Istari: siamo infatti entrambi membri dell’Ordine degli Stregoni, lui è Eruancalon il Rosso ed io Nerwen la Verde. Scherziamo sul fatto che il fidanzamento, secondo tradizione, dovrebbe durare almeno un anno, mentre questo durerà invece poco più di un’ora… ma si sa, osserva saggiamente il mio confratello, a volte le ore possono essere lunghe come anni! Stiamo definendo i particolari delle due cerimonie, quando arriva trafelata la bella ed intraprendente presidente dei Rohirrim, in uno stato vicino al panico: gli ancora inconsapevoli sposi vogliono congedarsi a breve per tornare a casa, ed a nulla sono valse le esortazioni per farli rimanere almeno fino alle sette, orario stabilito per le nozze. Ah no, sentenzio d’autorità, a mali estremi, estremi rimedi: se non c’è altro modo per convincerli a restare, invece di attendere l’ultimo istante per informarli della congiura ordita alle loro spalle, glielo diciamo adesso. Ci rechiamo dunque al campo del nostro amico Wolf McAjvar, che ci ha generosamente offerto ospitalità, e troviamo la sposa comodamente seduta su un plaid, momentaneamente priva della compagnia del fidanzato. Non perdo tempo e l’apostrofo subito, spiegandole a chiare lettere il motivo per cui non possono assolutamente andarsene. Lei rimane senza parole per la sorpresa e la commozione, e naturalmente a quel punto è costretta ad acconsentire a rimanere. Poco dopo sopraggiunge il fidanzato e la scena si ripete, tranne che per il fatto che lui è in piedi al momento della comunicazione della notizia e deve sedersi di schianto su una panca, sopraffatto dalla meraviglia e dall’emozione. Ci diamo quindi da fare, chiamando a raccolta gli amici che desiderano assistere alla cerimonia di fidanzamento e procedendo alla vestizione dello sposo. Poi ci rechiamo al chiosco di Eldalië, dove Gianluca sta combattendo una battaglia persa contro le proprie vesti, che s’ingarbugliano dispettosamente e non si lasciano indossare; fortunatamente, basta un piccolo aiuto e tutto va a posto. Siamo dunque pronti: Gianluca ed io conduciamo la compagnia sotto gli alberi e ci mettiamo in posizione, i fidanzati, molto emozionati, ci raggiungono, e gli amici ci circondano sorridendo ed impugnando fotocamere e videocamere, pronti ad immortalare il momento. Seguendo la tradizione, gli innamorati rendono noto a tutti i presenti la loro intenzione di sposarsi e si scambiano la promessa nuziale, donandosi reciprocamente il simbolo del loro impegno, anelli d’argento cortesemente forniti dal gruppo Eldalië. A noi padrino e madrina l’onore di accogliere rispettivamente la fidanzata ed il fidanzato nei nostri cuori, come figli delle nostre anime. La cerimonia è breve e semplice, e tuttavia pervasa da una forte emozione collettiva.

Mentre gli Ang Band si scatenano sul palco tra l’ilarità generale dei presenti, la nostra compagnia si scioglie momentaneamente, con l’intesa di ritrovarsi alle sette nel luogo prescelto per il rito nuziale. Vado un po’ a zonzo tra i banchetti, ascoltando divertita le simpatiche corbellerie di Giuseppe Festa & C., poi faccio un incontro terrificante: il Re degli Stregoni in persona! È altissimo e spaventoso, ma solo d’apparenza, perché si rivela un giovane (credo! Giustamente aveva il viso del tutto nascosto) molto disponibile e spiritoso. Comunque la sua statura è di ben due metri e tre centimetri, con corporatura adeguata, potete quindi ben immaginare quanto fosse impressionante…

Raggiungo i Rohirrim che stanno allestendo il banchetto per le nozze e do loro una mano. Poco a poco si raduna una folla, non solo gli amici che avevamo avvertito del matrimonio, tra cui il gruppo celtico Teuta Gallica di Bassano del Grappa e l’associazione Città del Grifo di Arzignano, ma moltissimi altri, figuranti in costume e semplici visitatori. Evidentemente, la notizia si è sparsa…

Quando arrivano gli sposi, tutto è pronto, ma manca Giuseppe Festa, il leader dei Lingalad, invitato speciale in quanto idolo della sposa. Gianluca prontamente si offre di andarlo a recuperare, forte della sua indiscussa autorità, e difatti di lì a poco ricompare assieme a Giuseppe, che finalmente ho l’occasione di conoscere personalmente dopo averne tanto sentito parlare, anche da parte del nostro comune amico Fabio Calabrese, che purtroppo non è potuto intervenire a causa dei suoi impegni di insegnante.

Possiamo infine procedere con il matrimonio. Gli sposi annunciano a tutti i presenti che rinnovano la loro promessa, portandola a compimento unendo le loro vite nel vincolo matrimoniale. Noi padrino e madrina congiungiamo le loro mani, invocando prima i Valar affinché veglino su di loro e donino loro serenità, abbondanza e protezione, e poi anche Eru Ilùvatar perché benedica la loro unione. Gli sposi quindi si restituiscono l'un l'altro gli anelli di fidanzamento per sostituirli con quelli nuziali, anche questi gentilmente forniti dal gruppo Eldalië; questi anelli sono il pegno del legame dei loro cuori, un legame destinato a durare per l’eternità. Emozionati come non mai, gli sposi, su invito di Gianluca, si baciano, scatenando una tempesta di allegre esclamazioni e di accecanti flash fotografici. Infine noi padrino e madrina ci congediamo con una particolare benedizione, al termine della quale la sposa scoppia a piangere per la forte emozione, coinvolgendo nella sua commozione anche tutti i presenti, compresa la sottoscritta. Ma non è ancora finita: da parte dei Rohirrim arriva una scatolina ben incartata ed infiocchettata, che gli sposi aprono con una certa difficoltà dovuta al tremito che scuote le loro mani. Si tratta di due braccialetti d’argento molto belli, con targhette incise coi loro nomi da un lato e col nome dell’associazione dall’altro, che naturalmente indossano subito.

È fatta: ora i due sono marito e moglie, e nei cuori di noi tutti questo matrimonio ha lo stesso valore di quello “ufficiale” che sarà celebrato sabato prossimo.

Segue un allegro spuntino a base di crostini, biscotti e succo di frutta, ma io vengo omaggiata con dell’idromele da Nicola della Teuta Gallica, col quale brindo assieme a Gianluca ed agli sposi, poi a poco a poco la folla si disperde. Anche gli sposi, chiaramente provati dall’emozione, ma con gli occhi splendenti di gioia, prendono congedo.

Frattanto in cielo si sono accumulati grossi nuvoloni neri ed ora si vendono pure lampi poco rassicuranti. Ci diamo da fare in fretta per sparecchiare gli avanzi del piccolo convito e riportare il tavolo, cortesemente fornito dall’organizzazione, al suo posto; facciamo appena in tempo, poi alle otto e tre minuti esatti comincia a piovere, dapprima solo un poco, poi sempre più insistentemente. A quel punto naturalmente c’è un fuggifuggi generale, compreso quello della sottoscritta. Fortunatamente ho con me un plaid, che mi butto su testa e spalle e che mi salva parzialmente dalla pioggia finché raggiungo la mia auto, ma ciò non di meno la parte inferiore del mio abito è completamente zuppa quando mi metto al volante. A malincuore devo congedarmi da questa quindicesima edizione dell’Hobbiton, perché già so che l’indomani non potrò venire. Peccato per il finale frettoloso dovuto alla pioggia, ma mi sono divertita veramente tantissimo. Sebbene non abbia potuto vedere molto a causa del mio impegno col matrimonio elfico, posso dire che anche quest’anno l’organizzazione è stata inappuntabile, con un’offerta di attività addirittura più ricca della scorsa edizione.

Per motivi di vicinanza con il mio domicilio, spero che l’Hobbiton rimanga a Bassano ancora per molto tempo, consentendomi così ogni anno di recarmi nella Terra di Mezzo ad incontrare tanti amici vecchi e nuovi.

Arrivederci quindi all’Hobbiton 16!!

 

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