Bibrax, il clan celtico del XXI secolo.
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Il motto "Che il Bosco muova la tua spada, che la tua spada si muova per il bosco" che racchiude lo spirito di questa arte è preso da una vecchia favola aquitana dai significati meno banali di quanto si potrebbe credere ad una lettura superficiale ed è retaggio della Tradizione degli Athrawon d'Aquitania...

"C'era una volta in tempi lontani, quando le foreste ricoprivano tutto il nostro paese e finivano nel grande mare, un guerriero giovane e fortissimo. Le sue imprese avevano portato molto onore e gloria a lui ed al suo popolo ed era temutissimo da ogni nemico.

Sembrava non ci fosse nessuno in grado di batterlo con la spada ed egli sfidava continuamente tutti i campioni più celebri allo scopo di tenere alto il suo nome e quello del suo popolo.
Nonostante la sua giovane età la sua abilità ed esperienza erano tali che presto non ebbe più rivali e nessuno osò più sfidarlo.

Ma un giorno un vecchio saggio che viveva nella foresta gli disse che accanto ad una fonte la dove la foresta era più fitta viveva una fanciulla abilissima con la spada e che neanche lui avrebbe potuto batterla!

Il campione rise, ma la notizia comincio a serpeggiare tra il suo popolo e il dubbio che potesse veramente esistere qualcuno più forte di lui cominciò ad essere più grande anche della sua fama. Così si decise a partire alla ricerca di questa invincibile fanciulla per sfidarla, e naturalmente vincerla.

Dopo molto tempo e lunghe e difficoltose ricerche arrivò alla famosa fonte e vi trovò seduta accanto ad essa una giovane fanciulla, bellissima, vestita di bianco, dalla pelle chiara e luminosa e dai lunghi capelli.
La fanciulla portava alla cintura una piccola ed insignificante spada d'oro.
Il guerriero allora rise di gusto di fronte a tale avversario, si presentò e la sfidò ad una prova di forza!

La fanciulla accettò la sfida con disarmante tranquillità e gli propose di colpire per primo.

Il guerriero allora si mise davanti ad una grande quercia e con un solo, terribile e potentissimo, fendente spaccò in due l'albero, lo tagliò dalla chioma fino alle radici!!!

La fanciulla lo guardò e per nulla intimorita gli disse: 'Se tu puoi fare questo allora non esiste uomo che possa insegnarti qualcosa sulla spada!'

Allora il guerriero rispose per scherno: 'Puoi forse tu fare meglio, visto che non sei un uomo?'
La fanciulla allora si alzò, sguainò la sua piccola spada e si avvicinò alla quercia che il grande guerriero aveva colpito.

Tocco dolcemente l'albero con la sua piccola spada... E la grande quercia tornò integra, come se non fosse mai stata colpita!!!
Il grande Guerriero comprese allora che aveva ancora molto da imparare! Il potere di distruggere è niente in confronto al potere di creare.

Egli allora si inginocchiò davanti alla fanciulla e porgendogli in segno di sottomissione la sua spada le disse: 'ti offro il mio onore, la mia spada e la mia vita, davanti alla tua abilità le mie gesta sono solo quelle di uno stupido. Tu sei il più potente guerriero che abbia mai affrontato e l'unico che mi abbia mai sconfitto.

Ti prego insegnami la tua arte! Rivelami il tuo segreto!'

Lei gli rispose: 'Le tue imprese raccontano di te, dicono che hai onorato gli Dèi, sei stato coraggioso e non hai mai agito con inutile crudeltà, accetto quindi il tuo dono perché il tuo cuore è sincero e ti prendo come mio allievo.'

Poi continuò: 'Il mio segreto è questo, non dimenticarlo mai: che il bosco muova la tua spada, che la tua spada si muova per il bosco!'

Quel guerriero fu il primo Keneil (apprendista) e la fanciulla era la Dea Bibracti."

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