I Ladini parlano – ovviamente – il Ladino. Si tratta di una lingua neolatina, che ha alcune somiglianze con i dialetti alto-italiani, soprattutto lombardi, ma anche molte particolarità sue proprie: per esempio forma il plurale con una desinenza in –s, come il francese e lo spagnolo. Naturalmente ciascuna valle possiede una sua parlata particolare. Anche alcune piccole aree separate, come il Comelico, parlano un dialetto abbastanza simile al Ladino.
Ladino, Romancio e Friulano formano un gruppo linguistico relativamente compatto.
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Pur tenacemente attaccati al loro linguaggio ed alle loro tradizioni,
i Ladini nei secoli si trovarono a mal partito tra l'incudine ed il martello
di due poderose ed invasive culture come quella italiana e quella tedesca,
fin quasi a perdere persino l'orgoglio della loro identità di popolo.
Solo verso la fine dell'Ottocento, nell'epoca dei nazionalismi, qualcuno
iniziò a riscoprire e rinobilitare le antiche costumanze, parte
essenziale delle quali era costituita dalle leggende.
Tramandate oralmente da una generazione all'altra, in un ambiente in cui la parola scritta era pressoché inesistente, al più limitata agli atti ufficiali e per di più in un linguaggio forestiero, le leggende si erano mantenute a lungo quasi intatte. Pur avversate dalla Chiesa controriformistica, finirono poi per declinare solo sotto l'incalzare dell'alfabetizzazione; alla fine dell'Ottocento la cosiddetta "comunità tradente" si era quasi estinta e ormai solo pochi vecchi ricordavano frammenti più o meno lunghi di quanto un tempo era stato un corpus organico e compatto.
Autore Adriano Vanin | Pubblicato il 07/06/2007