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Fra tutte le leggende ladine, quella del “Regno dei Fanes” è la più lunga e complessa. I ladini stessi la definiscono “più antica” delle altre. Intessuta di miti e di misteri, carica di significati simbolici spesso ambigui e difficili da interpretare, ma al tempo stesso altamente sentimentale e drammatica, la saga dei Fanes si propone come un’entità a sé nel quadro delle tradizioni popolari di ogni tempo e di ogni popolo.

Nelle prossime pagine daremo uno sguardo a questa singolare leggenda, che Wolff raccolse ormai ridotta a frammenti isolati, dispersi tra varie valli delle Dolomiti, e cercò di ricomporre non senza metterci anche qualcosa di suo. Cominceremo qui con una rapida scorsa al testo originale. Si tenga presente che la cosiddetta “trilogia fassana” posta in coda al racconto è un’interpolazione successiva, che Wolff volle incorporare nel suo testo pur essendo chiaramente ambientata in altri luoghi ed in un’altra epoca.

La leggenda dei Fanes

» Introduzione al “Regno dei Fanes”
» Il “mito delle origini”: la Croda Rossa
» L'ultima Regina
» Il ragazzo e lo stregone
» La miniera favolosa
» Dalle marmotte alle aquile
» Il tesoro del lago d’argento
» Dolasilla scende in campo
» La coalizione di Spina-de-Mul
» Ey-de-Net innamorato
» Il tradimento del Re
» Il regno in pericolo
» La battaglia fatale
» La reazione
» La disfatta
» La “trilogia fassana”
» Sul lago di Braies

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