Ey-de-Net non torna a casa, perché vuole avvicinare Dolasilla. Trova un’anguana e le chiede consiglio. L’anguana lo indirizza dal Vögl delle Velme. Questi a sua volta lo spedisce dalla Tsicuta, una sorella di Spina-de-Mul. Ey-de-Net la cerca senza trovarla, finchè incontra una cornacchia, che gli spiega come fare ad incontrarla, e gli racconta che la donna era stata fidanzata col re dei Fanes, prima che questi sposasse la regina dei Fanes, ed altri interessanti dettagli. La Tsicuta tratta Ey-de-Net freddamente, predice che Dolasilla gli farà una promessa ma non la manterrà, e che il destino di lei è segnato dall’ambizione del padre. Però gli dà il suggerimento giusto per entrare in contatto con lei: occorre che faccia costruire uno scudo così pesante che quasi nessuno possa portarlo.
Dolasilla si riprende presto dalla sua ferita. Gli artefici della corazza d’argento rispondono al re che la corazza era stata trapassata da una freccia magica, contro cui essa non aveva potere. Per proteggere Dolasilla anche dalle armi magiche occorreva uno scudo incantato, fabbricato dai nani del monte Latemar. Questi concludono che l’ordinazione riguardi lo stesso scudo di cui aveva loro parlato Ey-de-Net; quando lo scudo finito arriva al castello, si constata che nessuno riesce a sollevarlo. La stessa Dolasilla, con la sua forza sovrumana, lo alza appena da terra.
Finché non arriva Ey-de-Net in incognito, che dimostra di poterlo portare e così viene assunto come scudiero della principessa.
Autore Adriano Vanin | Pubblicato il 14/08/2007