Il capitano dei Cajutes afferma che il re dei Fanes li ha traditi, e Dolasilla il giorno dopo scenderà in battaglia nonostante tutte le sue assicurazioni; ma a lui è riuscito, con l’aiuto degli stregoni, di sottrarre tredici frecce magiche a Dolasilla. Consegna una freccia a testa a tredici arcieri, imponendo loro di uccidere l’eroina.
Al mattino i Fanes si preparano per la battaglia, ma quando Dolasilla compare, si scopre che la sua corazza è diventata scura. Lei capisce il significato del prodigio, ma finge sicurezza perché i suoi non si perdano d’animo.
Dolasilla trascina i suoi fin sull’orlo della vittoria. Per lungo tempo gli arcieri nemici si ingannano sul suo conto, perché cercano un’armatura bianca e non una nera. Ma quando capiscono lo sbaglio, Dolasilla cade ed i Fanes si sbandano. Dolasilla muore mentre viene trasportata al castello. I Fanes sono in rotta.
La regina dei Fanes assume il comando della difesa del castello. Giunge notizia che Dolasilla è morta, il principe ferito. Il castello viene cinto d’assedio.
Il re dei Fanes, che attendeva sul Lagazuoi l’esito della battaglia, viene ferocemente schernito dagli alleati vincitori ed in particolare da Spina-de-Mul, che gli rinfaccia l’esito funesto del suo tradimento.
Ancora oggi il volto del re, trasformato in pietra, è visibile sulle rocce che sovrastano il passo di Falzarego.
Autore Adriano Vanin | Pubblicato il 14/08/2007