Mentre i nemici assalgono il castello dei Fanes, ricompare Lujanta, che tende l’arco della sorella e li mette provvisoriamente in fuga. Ma il castello è comunque perduto. La regina si riconcilia con le marmotte; queste spiegano a Lujanta come evacuare dal castello gli ultimi difensori per via sotterranea, e profetizzano la possibilità di recuperare il regno perduto.
Gli ultimi difensori del castello prendono un passaggio sotterraneo, ma vengono inseguiti. Li salvano i nani, deviando una cascata in modo che si frapponga tra loro e gli inseguitori. Infine giungono in una grande sala, in cui le marmotte sono in letargo. Intanto i nemici devastano il paese dei Fanes e si spartiscono il bottino. Spina-de-Mul si riappropria della Rajetta.
Secondo la profezia delle marmotte, i Fanes combattono per sette estati, riprendendo ogni volta la cima di un monte. Ma il principe aquila vorrebbe riappropriarsi di tutte le conquiste del padre e della sorella; e se ne va. I Fanes vincono usando la vecchia tattica: colpire di sorpresa e rifugiarsi nelle grotte, dove trascorrono anche gli inverni. Poi le marmotte affermano che la guerra sarebbe finita più presto se Lujanta avesse sposato Ey-de-Net. Ma questi si è già accasato con Soreghina.
Nell’isola degli uomini dall’unico braccio, il principe aquila si è felicemente sposato. Dopo tre anni, giunge l’aquila della fiamma per riportarlo nel paese dei Fanes e recuperare le frecce infallibili, con cui sarà possibile restaurare la grandezza del regno. Ma la moglie, cui era stato predetto che se il marito fosse partito non sarebbe mai tornato, la allontana con un pretesto. Prima che passi un altro anno, lo getta in uno stato di morte apparente, ingannando così il possente volatile. Altri tre anni passano in questo modo. Il settimo anno, si sente suonare la fanfara dei Fanes ed il principe si sveglia di colpo. Il giorno dopo l’aquila torna e lui saluta la moglie ed il figlio natogli nel frattempo (con due braccia), e se ne parte per mai più tornare.
I Fanes ed i loro nemici giungono all’intesa di far la pace, restituendo ai Fanes le sole terre che erano state sempre il loro territorio, ma non le ultime conquiste. Quando il patto è quasi suggellato, arriva il principe aquila e manda tutto a rifascio. Visto che l’accordo è impossibile, viene dichiarata la guerra.
Autore Adriano Vanin | Pubblicato il 14/08/2007