Lupi, corvi ed avvoltoi banchettano sui corpi dei Fanes, uomini e donne, vecchi e bambini, tutti caduti nell’ultima, disperata battaglia combattuta nel cuore del paese, sulla Furtja dai Fers, contro un’immensa coalizione venuta anche da posti lontanissimi.
Solo una ventina fra donne e bambini, comprese Lujanta e la Regina, si sono salvati dal massacro nascondendosi tra le marmotte. Giunge l’aquila della fiamma portando il giovane figlio del principe aquila, e predice che il regno potrà risorgere se il bambino saprà trovare le frecce infallibili e trovarsi al suo posto quando le trombe d’argento suoneranno dai monti la “grande ora”. L’aquila si assume il compito di accendere ogni anno una sacra fiamma a ricordo del regno dei Fanes, nonché di portare il bambino a Contrin, per imparare dal re Odolghes il mestiere delle armi.
Autore Adriano Vanin | Pubblicato il 14/08/2007