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I comuni della val di Fassa devono difendersi dalle razzie dei Trusani, che vivono nel bacino del Cordevole, e per farlo hanno istituito una milizia regolare: gli Arimanni. Solo la città di Contrin, così ricca da aver rivestito d’oro i merli delle mura, ritiene orgogliosamente di potersi difendere da sola. Il suo re, Odolghes, è un grande guerriero ed è anche un cantore. Ma una notte i Trusani assalgono la città di sopresa e la conquistano. Odolghes perde una mano nello scontro ma riesce a fuggire sulle montagne.

Dopo trent’anni, i Trusani hanno occupato stabilmente Contrin e l’unico figlio sopravvissuto del re è stato nominato borgomastro, ma è soggetto ad un governatore militare trusano. Egli sta per dare la figlia in sposa per l’appunto al governatore. Torna però Odolghes, mascherato da cantore, e si accorda con la nipote per riconquistare la città. Questa deve solo far sì che gli Arimanni fassani vengano invitati a partecipare ad un torneo, il giorno delle nozze.

Così viene fatto, e al segnale stabilito Odolghes si rivela e guida gli Arimanni contro i Trusani. Nella battaglia la città viene incendiata, e tra ferro e fuoco periscono tutti i contrinesi, Odolghes e nipote compresi, ma anche tutti i Trusani. Solo un gruppetto di Arimanni riesce a trarsi in salvo. Il giorno dopo, tra le rovine fumanti trovano un ragazzino, illeso, cui pongono nome Lidsanel (da lizza, ossia torneo).

Lidsanel resta fra gli Arimanni come tamburino, e col tempo diventa il più grande ed il più forte di essi. Un giorno una vivena gli rivela che è il nipote del re dei Fanes, e che potrà riprendersi il regno se conquisterà le frecce infallibili: ma dovrà essere capace di reprimere per tre volte il suo più ardente desiderio.

Vi è un periodo di pace, nel quale gli Arimanni si lasciano andare alle ruberie, tanto che la gente prende a chiamarli “latrones”. Così alla fine la milizia viene sciolta. Ha luogo un grande torneo, nel quale ciascuno dei comuni assegnerà un premio al guerriero più valoroso. La figlia del capo del comune di Vigo, certa della superiorità del suo amato Lidsanel, ha promesso la sua mano al vincitore del premio. Tuttavia i comuni assegnano ciascuno il premio al migliore dei propri concittadini. Così Lidsanel, un trovatello che non era cittadino di nessun comune, pur vincendo il torneo, perde premio ed amata. Incontra la vivena e scorda di preferire le frecce infallibili al premio di Vigo.

Gli Arimanni, invece di sciogliersi, decidono di emigrare; ma sui Monzoni si scontrano con un gran numero di Trusani. Accendono un fuoco di segnalazione per chiamare aiuto, ma nessuno lo vede. Allora spediscono in valle Lidsanel; ma quando questi ritorna con altre truppe, il fuoco è ancora acceso ma gli Arimanni sono tutti morti. A volte, nelle notti buie, i Monzoni riverberano ancora della luce sanguigna di quel fuoco.

Lidsanel è rimasto l’ultimo dei latrones: non vuol rassegnarsi a fare il contadino, ma continua a ronzare attorno alla sua bella. Vive fra boschi e montagne, sempre in cerca del modo di vederla. Incontra la Vivena, e scorda di nuovo le frecce infallibili in favore dell’amata. Un giorno che la ragazza è sugli alti pascoli, i Trusani lanciano una razzia: Lidsanel tenta di difenderla, ma la ragazza viene ferita. Lui fa voto di non portare più armi, ma lei muore ugualmente. Lidsanel si impadronisce del cadavere, portandolo sui monti, e giura di vendicarsi terribilmente sui Trusani. E quando la Vivena gli chiede per la terza volta cosa desideri, fa tramontare definitivamente ogni speranza di restaurare il regno dei Fanes, scordando ancora le frecce infallibili in favore della vendetta.

Saputo che un gran numero di Trusani sta per calare in Fassa, fa appostare le milizie sulle rocce, in alto sopra un passaggio obbligato che attraversa un pendio scosceso e senza ripari, poi si offre ai Trusani di mostrar loro la strada, e li guida dove saranno massacrati dalle pietre che i Fassani faranno franare loro addosso. Muore naturalmente anche lui, ed i comuni della valle rendono grandissimi onori alla sua salma.

La leggenda dei Fanes

» Introduzione al “Regno dei Fanes”
» Il “mito delle origini”: la Croda Rossa
» L'ultima Regina
» Il ragazzo e lo stregone
» La miniera favolosa
» Dalle marmotte alle aquile
» Il tesoro del lago d’argento
» Dolasilla scende in campo
» La coalizione di Spina-de-Mul
» Ey-de-Net innamorato
» Il tradimento del Re
» Il regno in pericolo
» La battaglia fatale
» La reazione
» La disfatta
» La “trilogia fassana”
» Sul lago di Braies

 

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