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Un capitolo oscuro, quello delle prove preventive per identificare le streghe, ma che per un debito anche morale verso le sventurate che subirono quegli orrori, è utile di tanto in tanto riaprire. Ecco alcune di quelle che erano le prove preventive con le quali si voleva dimostrare che le persone imputate erano streghe e stregoni, tra il XV e il XVII secolo. Le torture venivano dopo, ma ne riparleremo.

1) La più famosa era la ricerca del Marchio del Diavolo, il segno che, secondo gli inquisitori, il Maligno imprimeva su un punto della pelle della malcapitata per ufficializzarne la "proprietà", ovvero un punto insensibile ad ogni dolore. Le donne venivano così rasate "completamente", indagate minuziosamente da appositi "addetti", e poi punzecchiate in ogni lembo di pelle con uno spillone accuminato. Se il punto non veniva trovato, era pronta la spiegazione di riserva: il Diavolo aveva fatto tornare la sensibilità alla strega, per proteggerla.

2) Un''altra prova era quella dell'acqua: secondo Plinio il Vecchio le streghe galleggiano. A tal fine le imputate si ritrovavano immerse nell'acqua con la mano destra legata al piede sinistro, per 10-15 minuti. Se galleggiavano erano sicuramente streghe, se andavano a fondo non lo erano, ma visti i tempi di immersione, l'innocenza risultava del tutto superflua.

3) Un'altra prova era data mettendo sui due piatti della bilancia l'imputata e una Bibbia. Se la strega pesava più della Bibbia, come inevitabilmente accadeva tutte le volte, la condanna era inevitabile.

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Autore Rolando Dubini | Pubblicato il 26/11/2003

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