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I Guerrieri dei Fiordi

1600 a. C. Da giorni la nave era preda della tempesta. Giorni come notti, in quei mari del Nord, tra un buio cielo d’inverno e l'acqua nera e gonfia d'ira. Intorno, solo pezzi di ghiaccio galleggianti, sempre più fitti e pericolosi, tra scricchiolii sinistri. Era stata una follia salpare con la brutta stagione, ma quello era il volere di re Hargar, lo scandinavo disposto a sacrificare la sua Guardia Scelta pur d’impossessarsi del bottino dei predoni dell'isola irlandese di Toraigh. Vincolati a quell'impresa da un giuramento di fedeltà, l'equipaggio non poteva nemmeno abbandonare la nave, pena la vergogna e la dannazione eterna. In quel mare avrebbero trovato sepoltura. C'è chi giura di aver visto il relitto: intrappolato da una bianca montagna galleggiante, la prua innalzata verso l'alto. Ma poi lo scafo è scomparso, come per dispetto degli dèi. Ora, tra i Lochlann, le genti scandinave, sono in molti a cercare il bottino disperso. Lo vuole re Hargar, per pagare i mercenari che difendono il suo trono col potere delle armi. E lo vogliono i sudditi stanchi dei soprusi del sovrano, per mettere fine al suo regno. Ma è necessario ripercorrere la stessa rotta e ritrovare il relitto di quella nave fantasma, svelarne i segreti e riporre il tesoro nelle giuste mani. La gente d’uno dei clan ribelli chiede aiuto al druido Conan. Colui che viene dalle terre d’Irlanda, l’uomo che con disprezzo gli stessi scandinavi chiamano ‘re degli schiavi’. Per amore del figlio, che potrebbe aspirare al trono dei Lochlann, Conan raccoglie la sfida. Ricomposto il vecchio gruppo di fedelissimi, partirà alla volta dei fiordi del Nord, tra le marce sul pack dell’Artico, in cerca della nave prigioniera dei ghiacci e del suo carico di morte, ricchezza e mistero. Tra genti bizzarre e cultura Celtica e Vichinga spesso in contrasto, comprenderà ben presto che niente é mai come sembra, e non gli sarà facile smascherare i giochi di potere dei veri assassini che si confondono tra chi lo circonda.

Mauro Raccasi, giornalista, abbina la sua passione per la narrativa a quella di soggettista e sceneggiatore per società di produzione cinematografi che. Pur rigoroso nel rispetto della ricostruzione storica, tecnica o scientifica, ama la suspense avventurosa, che nei suoi romanzi si traduce in un ritmo incalzante dell'azione, sfide al limite e colpi di scena. Gli piace pensare che i suoi libri si possano usare al posto del caffè e che non sia possibile appoggiarli sul comodino e poi mettersi tranquillamente a dormire. Cacciatore di emozioni, si definisce «poco rassicurante, uno spacciatore d'adrenalina». Ama scrittori anglosassoni quali Crichton, Follett, Cussler, Smith, maestri nell'arte del racconto e della suspense di cui ammira la capacità di farsi leggere dal grande pubblico. Da loro ha appreso quello che considera un suo marchio di fabbrica: «È la regola delle tre A: Azione, Avventura, Amore». La serie Il Romanzo dei Celti, iniziata con la pubblicazione de La spada del druido (Piemme, 2004) e continuata con Il Regno di Conan (2005) e Il guerriero di Stonehenge (2006), è frutto di un lungo lavoro di ricerca e numerosi sopralluoghi. «Del romanzo storico è facile subire il fascino: la storia insegna perché è l'insieme dei domani passati»

Pubblicato: 26/02/2007
Link: http://www.edizpiemme.it
Fonti: Edizioni PiEmme

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