Gorilla Trucidati in Congo
Con la guerra civile i ribelli hanno ucciso per gioco e denaro quasi tutti i 200 gorilla in Congo
Li massacrano per divertirsi, per mangiarli, per le qualitò afrodisiache attribuite alle loro carni, per farne macabri souvenir turistici (orrendi posaceneri con le zampe o pellicce), e per venderne i cucioli ai trafficanti di animali esotici.
Nelle ultime settimane, parallelamente alla guerra civile che sta devastando il Congo, è passato sotto silenzio un altro sterminio, altrettanto atroce: quello dei gorilla del parco nazionale di Virunga, un’immensa regione protetta dall’Unesco al confine tra lo stesso Congo, il Ruanda e l’Uganda.
A perpetrare il massacro sono i ribelli, i miliziani tutsi del generale Laurent Nkunda: hanno preso il controllo del parco sterminando i 200 esemplari che ci vivono, quasi un terzo della popolazione mondiale di soli 700 gorilla di montagna, e dopo anni di sforzi perchè il loro numero crescesse.
Quel che è peggio, sottolineano i naturalisti, è che questi animali (molto timidi con l’uomo a dispetto dell’enorme taglia), non riescono a vivere fuori dal loro habitat, nè tantomeno in cattività. Quindi, sono condannati a morte tutti i cuccioli imprigionati e trasportati in altri luoghi.
Un vero dramma per il primate che per intelligenza e sembianze, è il più vicino agli esseri umani.
Purtoppo questo anche a causa del fatto che i 50 ranger del parco Virunga che proteggevano i 7.800 chilometri del parco Virunga, con l’arrivo dei ribelli tutsi, sono scappati nella capitale Goma.
Fuga che ha scatenato il massacro dei gorilla.
Pubblicato: 04/12/2008
Fonti: Metro del 4/12/2008