Un Gigante di Vulcano…
Localita': val sesia
scoperti nelle alpi italiane i resti di un super vulcano
Forse presto dovremo rivedere le nostre conoscenze sui vulcani. Una recente scoperta mette in discussione il semplice modello a cui siamo abituati quando parliamo di vulcani: una camera magmatica profonda che alimenta i crateri attraverso un condotto. Un gruppo di geologi italiani e americani ha scoperto un antico supervulcano nella val Sesia, un vero e proprio gigante nascosto nella Alpi occidentali del Piemonte. L’aspetto straordinario della scoperta è che rappresenta una sorta di enorme fossile geologico: lo studio pubblicata su Geology permetterà di analizzare in dettaglio il sistema di alimentazione dei vulcani dalle profondità al cratere. A capo del team: James Quick geologo della Southern Methodist University di Dallas, e Silvano Sinigoi, professore di petrografia all’Università di Trieste.
Il dio del fuoco - Tracce di supervulcani con crateri delle dimensioni di decine di km in realtà ce ne sono molte, in questo caso però, per la prima volta, sono evidenti le parti profonde dei condotti d’alimentazione, le parti dove scorreva il magma che sputava fuori. Tutto ciò è stato possibile grazie alla particolare orogenesi alpina, grazie cioè al lento processo che 30 milioni di anni fa ha portato alla formazione della catena montuosa. Questo movimento ha spinto in superficie le strutture rocciose che formano i condotti d’alimentazione del supervulcano, strutture un tempo sepolte a 25 km sottoterra. Qui sta l’unicità della scoperta. Studiarlo sarà un po’ come dare uno sguardo indiscreto alla fucina di Efesto, il dio greco del fuoco.
Vulcani superdevastanti - Per capire la potenza del vulcano gigante, attivo ben 290 milioni di anni fa, basta pensare al fatto che le sue eruzioni erano in grado di oscurare l’atmosfera e influenzare il clima. Attivo per milioni di anni collassò su se stesso dando origine a uno sprofondamento di circa 13 km. La scoperta permetterà di capire meglio il comportamento di vulcani e in particolare di supervulcani attivi come quello di Yellowstone, il secondo vulcano più grande al mondo, circa 630 mila anni fa protagonista di un’eruzione devastante. Un supervulcano è un enorme cratere del diametro di decine di chilometri; chiamati anche “caldare”, possono eruttare a distanza di centinaia di migliaia di anni con esplosioni devastanti, tali da causare l’oscuramento dell’atmosfera, influenzare il clima o, come nel caso del Lago di Toba dell’isola di Sumatra, il più grande supervulcano studiato, causare la scomparsa del 60% degli umani, come dev’essere avvenuto con l’ultima eruzione 74 mila anni fa.
Prevedere catastrofi? - Grazie all’evidenza delle strutture emerse del supervulcano della val Sesia i ricercatori, incapaci finora di andare ad analizzare oltre i primi km di profondità, avranno un modello completo per interpretare i profili geofisici e i processi magmatici sotto le caldere attive. Capire quali sono i processi fondamentali che influenzano le eruzioni, dove sono immagazzinate le enorme quantità di materiale lavico, spiegare ancora meglio i collegamenti fra i movimenti delle placche sulla roccia fusa e le eruzioni vulcaniche; e magari capire meglio come prevedere eruzioni catastrofiche.
Pubblicato: 30/09/2009
Link: http://www.rsi.ch/home/channels/techscienze/scienze/2009/09/29/supervulcano-sesia.html
Fonti: Geology